L’uomo è artefice del suo destino

Si è tenuta, qualche settimana fa, la seconda edizione del Contest Fotografico 2021, per l’immagine di copertina della pagina Facebook de il “Castello di Santa Severina”. Il concorso fotografico, quest’anno è stato vinto da Danilo Scigliano, amante e appassionato di fotografia. Danilo ha scoperto tale interesse non molto tempo addietro, quando per entrare a contatto col mondo, per avere una percezione tutta sua, si è creato un “linguaggio”: la fotografia. Un ragazzo di 32 anni, affetto da sordità e mutismo, non potendo cogliere ogni essenza di ciò che lo circonda, senza porsi limiti e senza paura alcuna, emulando modelli da seguire, guardando tutorial e, semplicemente, lasciandosi incuriosire, ha dato vita ad un hobby. Non soddisfatto del “fai da te”, qualche anno fa ha partecipato ad un corso di fotografia, seguito da esperti del settore, per poi continuare a coltivare la sua passione nel proprio piccolo: rincorrendo la luna di sera, cercando di catturarne la bellezza; immortalando i raggi solari riflettere sul mare e sui prati in fiore; mettendosi in prima fila nelle ricorrenze di famiglia e di amici; ogni giorno, sempre pronto a dare di più e a fare meglio; sempre pronto ad ascoltare consigli e chiedere pareri sulla qualità delle foto. Partecipare a questo Contest, per lui, è stato di estrema importanza, una sfida contro se stesso, prima che con altri. Vincerlo è stato motivo di orgoglio e gioia. Un traguardo raggiunto, da solo, lui e la sua Canon. Premio in palio? Tenere la foto vincitrice, sulla pagina Facebook del Castello di Santa Severina, come immagine di copertina, per il mese di luglio e agosto. Una soddisfazione non da tutti i giorni quella di vedere una propria foto così tanto apprezzata; ebbene si, perché è stata proprio la voce del popolo del social a far vincere la fotografia, attraverso i likes. Le foto sono attimi rubati al tempo, qualcosa di bello che catturiamo e facciamo nostro; qualcosa che dapprima non ci appartiene, che non è e non potrebbe essere neanche lontanamente opera nostra, finché, con una fotocamera, l’uomo, non è riuscito a far suo anche ciò che, dapprima, non possedeva, trovando un modo per renderlo proprio e personalizzato. Le persone come Danilo ci insegnano a guardare sempre il bicchiere mezzo pieno, a non lasciarsi scoraggiare dalle avversità che la vita riserva ad ognuno di noi; ci fanno capire quanto altro potrebbe esserci riservato se solo ci focalizzassimo di più sul “cosa fare”, invece, che sul “perché non farlo”. Abbiamo provato a chiedergli cosa questa sfida gli avesse dato, e lui, con il suo fare molto semplice, ma pieno di significato, ha rivolto le braccia al cielo, in senso di vittoria, ha esteso sul viso il sorriso più bello e ha gioito di questa sua piccola, ma grande soddisfazione. Con questi gesti ci ha trasmesso ciò che ha percepito: felicità e tanto orgoglio per se stesso, per ciò che era riuscito a fare, e per il cammino che era stato capace di percorrere, sino a quel suo giorno felice. Ci ha insegnato ad essere grati alla vita anche per la più piccola briciola di pane, in mezzo a file di banchetti abbondanti, e forse è da lui che dovremmo imparare che, come i latini ben avevano intuito: “Homo faber, fortunae suae” (l’uomo è artefice del suo destino).

Silvia Scigliano

Anteprima del prossimo numero di “Diccica”

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